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Interventi · 16 settembre 2026

LA DISCENDENZA DELLO ZIO TED

Sulla nomina di Michael A. Saporito a vescovo di Metuchen


Carlo Maria Viganò

LA DISCENDENZA DELLO ZIO TED

Ieri, festa dell’Addolorata, la Nunziatura Apostolica di Washington ha reso noto che Leone ha nominato Vescovo di Metuchen Michael A. Saporito, Ausiliare di Newark. La notizia occupa poche righe nel Bollettino della Sala Stampa, e poche righe merita, se la si legge come un atto di ordinaria amministrazione. Ma chi conosce la storia della Chiesa negli Stati Uniti — e io l’ho conosciuta da vicino, per cinque anni, come Rappresentante Pontificio — sa che in quelle poche righe è scritto un intero programma.

Il vivaio

Metuchen non è una diocesi qualunque. Fu la prima sede episcopale di Theodore McCarrick, che la resse dal 1981 al 1986 prima di passare a Newark e da Newark a Washington, lasciando dietro di sé una scia di seminaristi abusati, di risarcimenti pagati nel silenzio, di denunce archiviate. Fu proprio a Metuchen e a Newark che si consumarono i fatti che io denunciai nel 2018, e dei quali la Santa Sede era informata fin dal pontificato di Giovanni Paolo II.

Ora, a quella sede viene destinato Michael A. Saporito, un sacerdote che McCarrick ordinò nel 1992, che McCarrick volle nel 1999 come vice-direttore dell’ufficio vocazioni — cioè, si noti bene, l’ufficio che seleziona i giovani da avviare al Seminario, mentre “oncle Ted” (McCarrick) li invitava nella sua casa al mare — e che dal 2020, per volontà di Bergoglio e per le mani del Cardinale Tobin, porta la mitra. Non si tratta di un dettaglio biografico: si tratta di una filiazione. McCarrick ha generato Saporito al sacerdozio, McCarrick lo ha promosso, l’erede di McCarrick, Tobin, lo ha ordinato vescovo e suo Ausiliare a Newark. Oggi Prevost lo insedia sulla cattedra di Metuchen che fu di McCarrick. Ex fructibus eorum cognoscetis eos.

Non dico che Saporito sia colpevole delle colpe del suo maestro: non lo so, e non è questo il punto.

Dico che un Pontefice che avesse davvero a cuore la purificazione della Chiesa — quella purificazione che Bergoglio proclamò a parole e sabotò nei fatti — non avrebbe mai scelto, per la diocesi di McCarrick, un uomo formato alla scuola di McCarrick. Lo avrebbe fatto, al contrario, chi intende assicurare a quella rete una continuità. E Prevost, che fu Prefetto del Dicastero per i Vescovi e conosce ogni fascicolo, e che per di più — americano, e di Chicago — ha di quei giri una conoscenza diretta e di lunga data, non può invocare l’ignoranza.

Il curriculum

Ma vi è di più, e l’articolo di LifeSiteNews lo documenta con la sobrietà dei fatti. Come parroco a Maplewood, Saporito fondò un gruppo per “cattolici omosessuali” — Open Arms — e affidò la musica sacra a un direttore che aveva pubblicamente dichiarato di vivere una relazione con un uomo. Dopo la sua partenza, quella parrocchia ospitò “Messe dell’orgoglio” e “Rosari arcobaleno”, e nessuno ha mai smentito che il seme fosse stato piantato prima. Dal 2023 Saporito partecipa alle sessioni riservate che New Ways Ministry — un’organizzazione condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e sconfessata dai Vescovi americani per il suo dissenso dalla morale cattolica — organizza per i Vescovi sui temi LGBTQ e di genere; e ha voluto che il suo nome fosse pubblicato, dichiarandosi «arricchito» da quegli incontri.

Un vescovo si dice «arricchito» dall’insegnamento di chi nega che l’atto sodomitico sia un abominio che grida vendetta al cielo. Non «turbato», non «addolorato», non «preoccupato per le anime»: ma arricchito. È il lessico della chiesa sinodale, nella quale l’errore non si confuta, si ascolta; e chi lo ascolta non ne esce ammonito, ma arricchito. Se un vescovo può dirsi arricchito da «New Ways Ministry», che cosa resta della sua funzione di custode del gregge? Che cosa dirà Saporito ai giovani della sua diocesi che, come lui stesso ha fatto un tempo, si affacciano al Seminario?

E il metodo è sempre lo stesso: costoro la dottrina la ignorano, e nella prassi ne impongono una sovvertita. Leone non abroga esplicitamente il Catechismo, ma lo considera un ideale superato, e lascia che nei fatti si compia ciò che non si osa scrivere nei documenti. Ecco perché dico che Leone è il continuatore di Francesco: Bergoglio ha aperto processi, Prevost li istituzionalizza.

Il sistema

La nomina di Saporito va letta insieme a quella, di pochi mesi fa, di un altro sacerdote della linea McCarrick ad Arcivescovo di New Orleans, James F. Checchio (già rettore del Nord American College poi vescovo di Metuchen), e va collegata al «caso Lute» (Padre Eleuterio Vásquez) di Chiclayo; al segretario personale di Leone, Edgard Iván Rimaycuna, cresciuto nella cerchia di Padre Lute; al Nunzio apostolico in Italia, Edgard Peña Parra, sul quale gravano accuse che denunciai sin dal 2002. Il quadro è di una coerenza impressionante. Nella chiesa conciliare-sinodale la vicinanza a certi ambienti e la pratica di certi vizi non sono un ostacolo alla carriera: ne sono la condizione. Chi ha scheletri nell’armadio è ricattabile; chi è ricattabile è manovrabile; chi può essere controllato viene promosso. La corruzione morale e la sodomia ne sono il collante.

Se il Papa volesse davvero bonificare la Chiesa dovrebbe aprire gli archivi, pubblicare i nomi di chi sapeva e tacque, condannare i colpevoli, risarcire le vittime, e nominare Vescovi fuori da quella genealogia. Il famoso Rapporto McCarrick del 2020, che si volle presentare come un atto di trasparenza, servì invece a scagionare Bergoglio e i suoi complici, e a colpire il sottoscritto, che aveva esposto quella vasta rete di corruzione. Non è un caso che sono stato scomunicato e dichiarato scismatico, mentre ai «nipoti dello Zio Ted» si offrono cattedre episcopali e prominenti incarichi curiali.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

Viterbo, 16 Settembre 2026
SS. Cornelii Papæ et Cypriani Episcopi, Martyrum, Feria IV Quattuor Temporum Septembris

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