Interventi · 2 settembre 2026
SIMONE CONTRO PIETRO
Il vero scisma è nel Papato - Mons. Viganò interviene sul canale Stella Maris
Carlo Maria Viganò
Sono profondamente grato al Prof. Girlanda per aver deciso di dedicare una serie speciale di trasmissioni sul suo canale «Stella Maris» al mio ultimo scritto: Lo Scisma capitale. Quando il Papa è il primo nemico del Papato. Nel ringraziare di cuore Lei, caro Professore, e i suoi ospiti, mi permetto di offrirvi una chiave di lettura che ritengo meritevole della vostra attenzione.
Scisma capitale rappresenta una nuova tappa nel mio percorso di maturazione nella comprensione della drammatica crisi nella Chiesa e della crisi del Papato. Esso costituisce la risposta ad una situazione del tutto eccezionale, mai verificatasi nella Storia della Chiesa, che ci troviamo ad affrontare; una risposta che ha avuto comprensibilmente bisogno di trovare una formulazione progressiva anche dopo il mio “J’accuse”, le accuse sommarie di sedevacantismo, l’uso strumentale della scomunica che mi è stata inflitta al fine di isolarmi; ma anche alla luce del periodo che ha seguito l’elezione di Prevost, il suo rifiuto di concedermi un’udienza e la mia lettera rimasta senza risposta.
Non credo di aver fatto nessun passo indietro: ho invece cercato di andare più in profondità, non solo per decifrare, alla luce del Mysterium iniquitatis, il male che attanaglia la Chiesa e le sofferenze di noi Cattolici che vogliamo restarLe fedeli; ma anche per iscrivere la mia, la nostra azione di resistenza, di custodia e di trasmissione — la pars construens — dentro la Chiesa e in fedeltà al Papato Romano, nonostante la nostra estromissione e cancellazione istituzionale e canonica dal Corpo ecclesiale.
Il mio intendimento non nasce da un impeto polemico né dal risentimento per le persecuzioni patite, ma dal dovere apostolico di dire la verità sull’ora drammatica che la Chiesa sta attraversando e di iscrivere la mia azione in questo stato di estrema necessità nella Chiesa e per la Chiesa.
Vi invito ad accostarvi a questa riflessione con uno sguardo sapienziale ed escatologico. Non possiamo credere che la crisi presente non abbia ben precisi responsabili, e che l’apostasia dei vertici della Chiesa possa essere letta e risolta con mezzi ordinari. Sessant’anni di fallimenti sono qui a ricordarcelo. Non dobbiamo illuderci di poter negare l’eccezionalità di questa situazione, solo perché non rientra nella casistica dei manuali. Non possiamo dividerci sul come ciascuno di noi risponde alla crisi, quando tutti noi riconosciamo almeno che questa crisi esiste. Alimentare divisioni in un fronte che è già sin troppo frammentato finisce col danneggiare tutti e ciascuno.
La retta ragione, illuminata dalla Fede, ci mostra con evidenza lo «scisma capitale» in atto; ossia la drammatica separazione tra il Papato — istituzione divina e roccia incrollabile voluta da Nostro Signore — e la persona del Papa che, ponendosi in aperto contrasto con il Mandato petrino e con il Magistero perenne, si fa avversario dell’autorità che dovrebbe rivestire.
L’abbiamo compreso tutti, ormai: chi occupa i vertici dell’Autorità è lì per distruggere l’istituzione che presiede e portare a compimento — nell’abominazione della desolazione — il piano infernale del Nemico: spodestare definitivamente Nostro Signore da ogni potestà terrena che Gli appartiene, per usurparla e consegnarla all’Anticristo. Che la chiesa bergogliana e post-bergogliana possa rendersi complice e promotrice di questo piano, basta a qualificarne i membri della Gerarchia per quello che sono: lupi rapaci travestiti da agnelli, anzi: travestiti da pastori.
Siamo chiamati a resistere all’operazione dell’errore con una fedeltà che sia al tempo stesso filiale e ferma: fino al martirio. È il momento di raccogliere le forze e difendere il Papato dal Papa; la Sposa di Cristo da una Gerarchia deviata e corrotta; uniti sotto la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo e attorno nell’unica Professione di Fede Cattolica.
A noi sacerdoti è chiesto, come dispensatores mysteriorum Dei, di organizzarci perché ai fedeli confusi e smarriti non manchino gli alimenti della Fede e il conforto soprannaturale dei Sacramenti. Per questo occorrono sacerdoti, formati e ordinati nella Tradizione. È una missione quantomai impegnativa perché deve essere compiuta avendo contro di noi coloro che nella Gerarchia dovrebbero invece sostenerci e incoraggiarci. Se siamo costretti a disobbedire al vicario di Nostro Signore per non disobbedire a Nostro Signore, dobbiamo però esercitare obbedienza e disciplina verso coloro che ci guidano nella fedeltà a Cristo per procedere uniti e compatti sicut acies ordinata.
Affido al Prof. Girlanda e ai suoi ospiti il compito di approfondire «Scisma Capitale», per confermare le anime nella Verità. Vi benedico di cuore.
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
2 settembre 2026
Ricevi i nuovi testi dell’Arcivescovo
Iscriviti alla newsletter per non perdere le prossime pubblicazioni.